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Runner in salita su sentiero roccioso del Carso con vista sul Golfo di Trieste durante la Sardon Ultra Marathon

Sardon Ultra Marathon

49 km1366 D+Avanzato Anche senza certificato
48,8km
1366D+
13 oreTempo massimo
5.00Start
da € 43Quota

Logistica

Orario consegna pettoraliSabato 22 Agosto 2026: 4.00–5.00
Consegna pettorali anticipataDisponibile i giorni 13, 14, 18, 19 e 20 agosto, dalle ore 17:00 alle 19:00. Non è disponibile in altri giorni e orari. Dove: Hotel Dolina, Sistiana 54/F — si entra dall’ingresso in basso, NON dal piazzale della reception.
Data e ora startSabato 22 Agosto 2026: 5.00

Info aggiuntive

AnimaliAmmessi al guinzaglio
Tracce GPSDisponibili per gli iscritti 3 giorni prima della gara
Certificato medicoCompetitiva: obbligatorio · Non competitiva: non richiesto
CertificazioniiTRA 2UTMB 50KiTRA 2 · UTMB 50K

Cancelli, ristori e controlli

Tempo massimo13 ore
  1. Medeazza7.00
    km 7,75 · 302 D+
    ristorocancello
  2. Sela na Krasu9.15
    km 16,5 · 583 D+
    ristorocancello
  3. Malchina12.00
    km 27,7 · 849 D+
    ristorocancello
  4. Visogliano15.00
    km 39,8 · 1100 D+
    ristorocancello
  5. Arrivo — Isola del Villaggio del Pescatore
    km 48,8 · 1366 D+
    arrivo

Materiale obbligatorio

  • Acqua e cibo sufficienti per correre almeno 10 km
  • Bicchiere personale o tazza per bere ai ristori
  • Telefono cellulare carico

Programma evento

Programma completo, orari e info sul villaggio arrivo:
Programma e Villaggio

Quote di iscrizione

€ 43
al 4 marzo
€ 55
al 1 luglio
€ 60
al 1 agosto
€ 70
al 22 agosto

Premiazioni

I°-II°-III° M/F

Circuiti internazionali

Classifica valida ai fini ITRA e UTMB Index

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Il percorso

Sardon Ultra — 49 km · 1366 D+

Dall’alba al mare: Timavo, Ermada, confine sloveno, Sentiero Rilke

Si parte alle 5 del mattino dall’Isola del Villaggio del Pescatore, con il fresco dell’alba e il profilo del castello di Duino-Devin che si staglia contro il cielo. La svolta è subito a sinistra e la prima parte di gara si corre veloce lungo la strada costiera e poi lungo il Timavo, in direzione delle sue foci.

Il Timavo è un fiume-mistero: nasce in Croazia, si inabissa nelle Grotte di San Canziano in Slovenia e percorre quasi quaranta chilometri nel ventre della terra prima di riemergere qui, a San Giovanni di Duino — il fiume con la foce più breve d’Italia, appena due chilometri fino all’Adriatico. Virgilio lo menzionò tre volte nelle sue opere, descrivendo nell’Eneide un fiume che erompe per nove bocche con alto frastuono.

Curiosità: Poco distante dalle risorgive si trova la Grotta del dio Mitra, l’unico tempio mitraico ipogeo noto in Italia. Scoperta nel 1965 dalla Società Alpina delle Giulie, custodiva un tempietto completo con are, steli e la celebre dedica: “All’invitto dio Mitra, Aulo Tullio Paumniano offre per la sua salute e per quella dei suoi fratelli.” Oltre quattrocento monete e centosessanta lucerne testimoniano un culto attivo dal I al V secolo d.C.

La salita al Monte Ermada e Case Kohišče

Alle risorgive del Timavo la 49 km gira a sinistra. Si attraversa la strada costiera e si attacca la salita del Monte Ermada: un traverso tecnico e scosceso che richiede piede sicuro e buona gestione del ritmo. Quest’anno il tracciato non scende verso la ferrovia: si continua a salire su una strada comoda e veloce fino a raggiungere Case Kohišče, l’antico borgo incastonato nell’altopiano carsico. Qui c’è il primo punto di ristoro — le antiche dimore dei principi della Torre e Tasso, i muri a secco, il silenzio del Carso interrotto solo dal vento.

Le trincee di cresta e la discesa verso Medeazza

Da Kohišče si prosegue lungo le trincee di cresta del Monte Ermada. Correre qui significa attraversare un museo a cielo aperto: camminamenti scavati nella roccia calcarea, casematte, postazioni d’artiglieria. L’Ermada, con i suoi 323 metri, durante la Grande Guerra fu il cardine difensivo meridionale dell’intero fronte dell’Isonzo: trenta chilometri di trincee, osservatori blindati, grotte naturali adattate a ricovero — la Grotta dell’Ospedale, le grotte Karl e Zita. Una fortezza naturale che l’esercito italiano non riuscì mai a espugnare, nonostante gli assalti della Decima e Undicesima Battaglia dell’Isonzo.

Si prosegue in direzione Medeazza-Medjevas, il piccolo borgo dove convergono sentieri importanti. È qui che termina il sentiero CAI 79 — il Sentiero Abramo Schmid — che ripercorre la Linea Morgan, il confine provvisorio tracciato dagli anglo-americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Una discesa ripida, e poi inizia il capitolo più epico della gara.

Il grande anello verso la Slovenia

Qui comincia il capitolo più epico della Sardon Ultra Trail. Una salita ripida porta verso l’altopiano, restando sul versante italiano del confine con la Slovenia, lungo il celebre sentiero CAI 79 — il Sentiero Abramo Schmid. Se il CAI 3 corre lungo il crinale carsico della provincia di Trieste-Trst, il CAI 79 percorre la linea che fu la Linea Morgan, la demarcazione provvisoria che con il Trattato di Parigi del 1947 divenne confine di Stato con la Jugoslavia. Lungo questa linea le pattuglie alleate camminavano su un doppio cordolo di pietre carsiche per non rischiare di sconfinare.

Il sentiero porta il nome del colonnello Abramo Schmid, trentino di nascita e triestino d’adozione. Nella valle tra il Monte Ermada e il Monte Gredina passava già la Via Gemina, la strada romana che collegava Aquileia a Lubiana.

Si sale fino a Sela na Krasu, punto più settentrionale del percorso, dove il ristoro arriva come un’oasi. Vista mare anche da quassù — perché sul Carso il mare non si perde mai. Da qui si prosegue lungo carrarecce e strade veloci. Segue una discesa ripidissima verso valle, nel bosco. Si raggiunge il ristoro di Malchina, poi Ceroglie — il borgo ai piedi del Monte Ermada da cui partono i percorsi del museo all’aperto della Grande Guerra.

Curiosità: Sul Monte Ermada, durante la Grande Guerra, in trenta chilometri di trincee furono costruiti osservatori blindati, casematte, grotte-ricovero per centinaia di soldati. La montagna non fu mai espugnata: nella Decima Battaglia dell’Isonzo (maggio 1917), un milione di bombe in un solo giorno non bastarono a spezzare la difesa. Oggi il Monte Ermada è un museo a cielo aperto — l’unico luogo sul Carso dove le trincee austro-ungariche sono rimaste esattamente come le lasciarono i soldati a guerra finita.

Il confine, la Grotta del Fuoco e la cima dell’Ermada

Si entra in uno dei tratti più suggestivi e inediti della Sardon Run 2026. Il sentiero segue il vecchio tracciato dei garnicciari — i raccoglitori di ghiaia carsica — correndo esattamente sul confine tra Italia e Slovenia. Tecnicamente si è in territorio sloveno, ma con un piede ancora in Italia: il confine passa proprio sotto le suole.

Si entra in una sezione nuova del parco della Grande Guerra del Monte Ermada: una dolina profonda costellata di grotte e postazioni austro-ungariche, dove il protagonista assoluto è la Grotta del Fuoco — un ricovero ipogeo utilizzato dalle truppe durante il conflitto. Un museo a cielo aperto dove la storia si tocca con mano.

Si prosegue attraverso questo paesaggio di trincee e memoria, tra pinete ombreggiate che regalano frescura anche nel pieno di agosto, fino a raggiungere la cima del Monte Ermada. Da quassù la vista ripaga ogni fatica: a nord il Carso si distende verso la Slovenia, a ovest la pianura friulana sfuma all’orizzonte, a sud il Golfo di Trieste brilla sotto il sole di agosto.

La discesa e il Sentiero Rilke

Dal Monte Ermada si piomba a tutta velocità su una strada forestale asfaltata, all’ombra dei pini. È il tratto dove si apre il passo e si vola: pendenza costante, fondo regolare, gambe che girano libere dopo la fatica delle trincee. Pura adrenalina da discesa.

Finito l’asfalto, si prosegue su carrarecce carsiche ombreggiate, dal fondo compatto, perfette per correre forte. Tra le querce e i pini del Carso si raggiunge Visogliano-Vižovlje, ultimo ristoro prima del finale.

Da qui si scende verso Sistiana, poi nel bosco della baia: un fitto bosco di lecci tenuto a fustaia, dove la luce filtra a malapena. Scalette, passaggi tra le rocce, discese rapide nel sottobosco. Single track puro. Il caldo di agosto resta sopra la chioma degli alberi; quaggiù si corre nell’ombra.

Usciti dal bosco si imbocca il Sentiero Rilke in direzione del castello. Questa terrazza naturale sospesa tra cielo e mare porta il nome di Rainer Maria Rilke, il grande poeta praghese che tra l’ottobre 1911 e l’aprile 1912 soggiornò ospite della principessa Maria von Thurn und Taxis nel castello di Duino-Devin. Fu proprio camminando lungo queste falesie che Rilke udì nel vento le parole che avrebbero dato inizio alle Elegie duinesi, una delle vette della poesia europea del Novecento.

Il sentiero si snoda per oltre due chilometri a strapiombo sull’Adriatico, attraverso la Riserva Naturale delle Falesie di Duino. Il calcare bianco, solcato dal carsismo e modellato dalla Bora, precipita per sessanta metri nel blu. Tra le rocce crescono lecci e ginestre, e nei punti più riparati si nascondono specie rare come l’algiroide magnifico, una lucertola di origine balcanica. Il fondo è tecnico — single track su roccia calcarea, radici esposte e brevi passaggi attrezzati — un trail running costiero che richiede piede sicuro e premia chi sa leggere il terreno.

Curiosità: La tradizione vuole che anche Dante Alighieri, in esilio, sia stato ospite al Castello di Duino — un luogo dove, a quanto pare, la poesia arriva da sola.

Il finale: bosco della Cernizza, trincee e in mare

Il percorso attraversa il bosco della Cernizza, poi si sposta sulle trincee di Punta Bratina, un passaggio identitario della Sardon Run. I camminamenti scavati nella roccia calcarea, le postazioni che guardano verso il mare. Da questo promontorio la vista abbraccia la laguna di Staranzano, il Villaggio del Pescatore e il profilo del castello di Duino-Devin. Ultimo sforzo prima dell’arrivo sull’Isola.

Curiosità: Nel bosco della Cernizza, nel 1994, è stato scoperto Antonio, un Tethyshadros insularis vissuto circa settanta milioni di anni fa — il dinosauro medio-grande più completo mai rinvenuto in Europa dal 1878. Un secondo esemplare, Bruno, sarebbe stato scoperto poco dopo. Il Carso costiero continua a restituire fossili e tracce di un tempo in cui queste terre erano un arcipelago tropicale nella Tetide, l’antico mare che separava Africa ed Europa.

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Vivi il percorso in prima persona, dalle falesie del Golfo di Trieste ai sentieri sospesi sul Carso.

Course Recon

Ricognizione del percorso a volo d'uccello

Scopri in anteprima il tracciato della Sardon Ultra Marathon visto dall'alto.

In Auto

Uscita autostradale Duino — pochi minuti all'evento
Parcheggi Pubblici
Parcheggio Convenzionato
Con navetta a 5 minuti Navette ogni 20 minuti dalle 16:00 alle 23:00. Da € 5, navetta inclusa.

Treno & Bus

  • Treno Ancora più vicini alla stazione ferroviaria rispetto alle passate edizioni.
  • Bus Fermata a soli 100 metri dall'ingresso dell'evento.
Stazione di riferimento Sistiana
Consiglio Mobilità sostenibile, zero stress parcheggio, e contribuisci a ridurre l'impatto ambientale dell'evento.

Il Sardon Village

Tutto in un unico posto Partenza · Arrivo · Ritiro Pettorali · Ristoro · Festa
Consegna pettorali anticipata Disponibile i giorni 13, 14, 18, 19 e 20 agosto, dalle ore 17:00 alle 19:00. Non è disponibile in altri giorni e orari. Dove: Hotel Dolina, Sistiana 54/F — si entra dall'ingresso in basso, NON dal piazzale della reception.
Servizi nel Village
Ritiro pettorali e chip Area riscaldamento e stretching Zona cambio Ristoro finale Sardon Party

Per chi accompagna i trail runner: stabilimenti, sentieri panoramici e il Sentiero Rilke a due passi. Trail running e vacanza sullo stesso km².

Certificato medico: competitive e non competitive

Il certificato medico viene richiesto per alcune distanze per due motivi: perché è necessario per legge, ma soprattutto per tutelare la tua salute, perché i percorsi possono essere impegnativi e richiedono buon allenamento e una buona forma fisica.

Senza certificato medico

Sono non competitive: prevedono un ordine di arrivo con il tempo, ma senza classifica. Il percorso può essere affrontato anche con spirito ludico-motorio, senza viverlo necessariamente in modo competitivo.

Solo con certificato medico

Sono competitive: anche se i tempi massimi consentono di camminare, prevedono una classifica valida ai fini ITRA e UTMB Index. È necessario caricare il certificato medico, salvo il caso di esenzione:

  • NON sei cittadino italiano e
  • NON fai parte di un club sportivo italiano riconosciuto dal CONI
Importante: anche se sei esentato dal caricamento del certificato, è fondamentale che tu sia consapevole dell’impegno fisico della prova. Ti suggeriamo comunque di sottoporti a regolari controlli medici.
Anche senza certificato medico

È possibile partecipare in entrambe le modalità. Se non carichi il certificato medico, puoi partecipare, ma non entrerai in classifica.

Medaglia

Per tutti i partecipanti che finiscono è prevista la medaglia: sia competitivi che non competitivi.

Circuiti internazionali SardonzinUTMB IndexITRA Sardon TrailUTMB IndexITRA Sardon Half MarathonUTMB IndexITRA Sardon Ultra MarathonUTMB IndexITRA Sardon Ultra StageUTMB IndexITRA