
Sardon Ultra Marathon
Nel 2026! Start senza file, nuovo percorso velocissimo!
Start ore 5.00 AM
Da quest’anno una partenza con il fresco, la mattina presto, per poi passare una giornata in spiaggia… e perché no, dopo fare anche una gara serale!
Tempo massimo esteso a 13 ore, per poterla anche camminare!
Non ti bastano 49 km…. ne puoi aggiungere con la gara a tappe!
Logistica
Info aggiuntive
iTRA 2 · UTMB 50KCancelli, ristori e controlli
- Medeazza7.00
- Sela na Krasu9.15
- Malchina12.00
- Visogliano15.00
- Arrivo — Isola del Villaggio del Pescatore
Materiale obbligatorio
- Acqua e cibo sufficienti per correre almeno 10 km
- Bicchiere personale o tazza per bere ai ristori
- Telefono cellulare carico
Programma evento
Quote di iscrizione
Premiazioni
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Il percorso
Sardon Ultra — 49 km · 1366 D+
Dall’alba al mare: Timavo, Ermada, confine sloveno, Sentiero Rilke
Si parte alle 5 del mattino dall’Isola del Villaggio del Pescatore, con il fresco dell’alba e il profilo del castello di Duino-Devin che si staglia contro il cielo. La svolta è subito a sinistra e la prima parte di gara si corre veloce lungo la strada costiera e poi lungo il Timavo, in direzione delle sue foci.
Il Timavo è un fiume-mistero: nasce in Croazia, si inabissa nelle Grotte di San Canziano in Slovenia e percorre quasi quaranta chilometri nel ventre della terra prima di riemergere qui, a San Giovanni di Duino — il fiume con la foce più breve d’Italia, appena due chilometri fino all’Adriatico. Virgilio lo menzionò tre volte nelle sue opere, descrivendo nell’Eneide un fiume che erompe per nove bocche con alto frastuono.
La salita al Monte Ermada e Case Kohišče
Alle risorgive del Timavo la 49 km gira a sinistra. Si attraversa la strada costiera e si attacca la salita del Monte Ermada: un traverso tecnico e scosceso che richiede piede sicuro e buona gestione del ritmo. Quest’anno il tracciato non scende verso la ferrovia: si continua a salire su una strada comoda e veloce fino a raggiungere Case Kohišče, l’antico borgo incastonato nell’altopiano carsico. Qui c’è il primo punto di ristoro — le antiche dimore dei principi della Torre e Tasso, i muri a secco, il silenzio del Carso interrotto solo dal vento.
Le trincee di cresta e la discesa verso Medeazza
Da Kohišče si prosegue lungo le trincee di cresta del Monte Ermada. Correre qui significa attraversare un museo a cielo aperto: camminamenti scavati nella roccia calcarea, casematte, postazioni d’artiglieria. L’Ermada, con i suoi 323 metri, durante la Grande Guerra fu il cardine difensivo meridionale dell’intero fronte dell’Isonzo: trenta chilometri di trincee, osservatori blindati, grotte naturali adattate a ricovero — la Grotta dell’Ospedale, le grotte Karl e Zita. Una fortezza naturale che l’esercito italiano non riuscì mai a espugnare, nonostante gli assalti della Decima e Undicesima Battaglia dell’Isonzo.
Si prosegue in direzione Medeazza-Medjevas, il piccolo borgo dove convergono sentieri importanti. È qui che termina il sentiero CAI 79 — il Sentiero Abramo Schmid — che ripercorre la Linea Morgan, il confine provvisorio tracciato dagli anglo-americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Una discesa ripida, e poi inizia il capitolo più epico della gara.
Il grande anello verso la Slovenia
Qui comincia il capitolo più epico della Sardon Ultra Trail. Una salita ripida porta verso l’altopiano, restando sul versante italiano del confine con la Slovenia, lungo il celebre sentiero CAI 79 — il Sentiero Abramo Schmid. Se il CAI 3 corre lungo il crinale carsico della provincia di Trieste-Trst, il CAI 79 percorre la linea che fu la Linea Morgan, la demarcazione provvisoria che con il Trattato di Parigi del 1947 divenne confine di Stato con la Jugoslavia. Lungo questa linea le pattuglie alleate camminavano su un doppio cordolo di pietre carsiche per non rischiare di sconfinare.
Il sentiero porta il nome del colonnello Abramo Schmid, trentino di nascita e triestino d’adozione. Nella valle tra il Monte Ermada e il Monte Gredina passava già la Via Gemina, la strada romana che collegava Aquileia a Lubiana.
Si sale fino a Sela na Krasu, punto più settentrionale del percorso, dove il ristoro arriva come un’oasi. Vista mare anche da quassù — perché sul Carso il mare non si perde mai. Da qui si prosegue lungo carrarecce e strade veloci. Segue una discesa ripidissima verso valle, nel bosco. Si raggiunge il ristoro di Malchina, poi Ceroglie — il borgo ai piedi del Monte Ermada da cui partono i percorsi del museo all’aperto della Grande Guerra.
Il confine, la Grotta del Fuoco e la cima dell’Ermada
Si entra in uno dei tratti più suggestivi e inediti della Sardon Run 2026. Il sentiero segue il vecchio tracciato dei garnicciari — i raccoglitori di ghiaia carsica — correndo esattamente sul confine tra Italia e Slovenia. Tecnicamente si è in territorio sloveno, ma con un piede ancora in Italia: il confine passa proprio sotto le suole.
Si entra in una sezione nuova del parco della Grande Guerra del Monte Ermada: una dolina profonda costellata di grotte e postazioni austro-ungariche, dove il protagonista assoluto è la Grotta del Fuoco — un ricovero ipogeo utilizzato dalle truppe durante il conflitto. Un museo a cielo aperto dove la storia si tocca con mano.
Si prosegue attraverso questo paesaggio di trincee e memoria, tra pinete ombreggiate che regalano frescura anche nel pieno di agosto, fino a raggiungere la cima del Monte Ermada. Da quassù la vista ripaga ogni fatica: a nord il Carso si distende verso la Slovenia, a ovest la pianura friulana sfuma all’orizzonte, a sud il Golfo di Trieste brilla sotto il sole di agosto.
La discesa e il Sentiero Rilke
Dal Monte Ermada si piomba a tutta velocità su una strada forestale asfaltata, all’ombra dei pini. È il tratto dove si apre il passo e si vola: pendenza costante, fondo regolare, gambe che girano libere dopo la fatica delle trincee. Pura adrenalina da discesa.
Finito l’asfalto, si prosegue su carrarecce carsiche ombreggiate, dal fondo compatto, perfette per correre forte. Tra le querce e i pini del Carso si raggiunge Visogliano-Vižovlje, ultimo ristoro prima del finale.
Da qui si scende verso Sistiana, poi nel bosco della baia: un fitto bosco di lecci tenuto a fustaia, dove la luce filtra a malapena. Scalette, passaggi tra le rocce, discese rapide nel sottobosco. Single track puro. Il caldo di agosto resta sopra la chioma degli alberi; quaggiù si corre nell’ombra.
Usciti dal bosco si imbocca il Sentiero Rilke in direzione del castello. Questa terrazza naturale sospesa tra cielo e mare porta il nome di Rainer Maria Rilke, il grande poeta praghese che tra l’ottobre 1911 e l’aprile 1912 soggiornò ospite della principessa Maria von Thurn und Taxis nel castello di Duino-Devin. Fu proprio camminando lungo queste falesie che Rilke udì nel vento le parole che avrebbero dato inizio alle Elegie duinesi, una delle vette della poesia europea del Novecento.
Il sentiero si snoda per oltre due chilometri a strapiombo sull’Adriatico, attraverso la Riserva Naturale delle Falesie di Duino. Il calcare bianco, solcato dal carsismo e modellato dalla Bora, precipita per sessanta metri nel blu. Tra le rocce crescono lecci e ginestre, e nei punti più riparati si nascondono specie rare come l’algiroide magnifico, una lucertola di origine balcanica. Il fondo è tecnico — single track su roccia calcarea, radici esposte e brevi passaggi attrezzati — un trail running costiero che richiede piede sicuro e premia chi sa leggere il terreno.
Il finale: bosco della Cernizza, trincee e in mare
Il percorso attraversa il bosco della Cernizza, poi si sposta sulle trincee di Punta Bratina, un passaggio identitario della Sardon Run. I camminamenti scavati nella roccia calcarea, le postazioni che guardano verso il mare. Da questo promontorio la vista abbraccia la laguna di Staranzano, il Villaggio del Pescatore e il profilo del castello di Duino-Devin. Ultimo sforzo prima dell’arrivo sull’Isola.
Vuoi conoscere i luoghi che attraversi? Il Carso di Duino
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Ricognizione del percorso a volo d'uccello
Scopri in anteprima il tracciato della Sardon Ultra Marathon visto dall'alto.
In Auto
Treno & Bus
- Treno Ancora più vicini alla stazione ferroviaria rispetto alle passate edizioni.
- Bus Fermata a soli 100 metri dall'ingresso dell'evento.
Il Sardon Village
Per chi accompagna i trail runner: stabilimenti, sentieri panoramici e il Sentiero Rilke a due passi. Trail running e vacanza sullo stesso km².
Certificato medico: competitive e non competitive
Il certificato medico viene richiesto per alcune distanze per due motivi: perché è necessario per legge, ma soprattutto per tutelare la tua salute, perché i percorsi possono essere impegnativi e richiedono buon allenamento e una buona forma fisica.
Senza certificato medico
Sono non competitive: prevedono un ordine di arrivo con il tempo, ma senza classifica. Il percorso può essere affrontato anche con spirito ludico-motorio, senza viverlo necessariamente in modo competitivo.
Solo con certificato medico
Sono competitive: anche se i tempi massimi consentono di camminare, prevedono una classifica valida ai fini ITRA e UTMB Index. È necessario caricare il certificato medico, salvo il caso di esenzione:
- NON sei cittadino italiano e
- NON fai parte di un club sportivo italiano riconosciuto dal CONI
È possibile partecipare in entrambe le modalità. Se non carichi il certificato medico, puoi partecipare, ma non entrerai in classifica.
Per tutti i partecipanti che finiscono è prevista la medaglia: sia competitivi che non competitivi.
