
Sardon Half Marathon
Nel 2026! Start senza file, nuovo percorso velocissimo!
Divertimento puro: si parte dal mare e si torna al mare, con un nuovo percorso ottimizzato per la velocità e senza rallentamenti in partenza — Dopo la partenza, si sale lungo uno dei sentieri più panoramici del Golfo di Trieste, quindi si completa il giro intero del Monte Ermada, tra sport, storia e puro divertimento. Chiusura perfetta: tuffo in mare e festa post-gara!
Logistica
Info aggiuntive
Cancelli, ristori e controlli
- Case Kohišče20.00
- Visogliano21.00
- Arrivo — Isola del Villaggio del Pescatore
Materiale obbligatorio
- Acqua e cibo sufficienti per correre almeno 9 km
- Bicchiere personale o tazza per bere ai ristori
- Telefono cellulare carico
- Lampada frontale
Programma evento
Quote di iscrizione
Premiazioni
Circuiti internazionali
Pacco gara e medaglia
Scopri pacco gara & medaglia →Pasta Sardon Party
🏁 ISCRIVITI ORA ▼
Sardon Half Marathon — 22 km · 585 D+
Il giro completo dell’Ermada: trincee, storia e il Sentiero Rilke al tramonto
Quest’anno si parte dall’Isola del Villaggio del Pescatore: più spazio, più respiro, niente imbuti. La svolta è subito a sinistra — al contrario degli anni scorsi — e la prima parte di gara si corre veloce lungo la strada costiera e poi lungo il Timavo, in direzione delle sue foci.
Il Timavo è un fiume-mistero: nasce in Croazia, si inabissa nelle Grotte di San Canziano in Slovenia e percorre quasi quaranta chilometri nel ventre della terra prima di riemergere qui, a San Giovanni di Duino — il fiume con la foce più breve d’Italia, appena due chilometri fino all’Adriatico. Virgilio lo menzionò tre volte nelle sue opere, descrivendo nell’Eneide un fiume che erompe per nove bocche con alto frastuono.
La salita al Monte Ermada e Case Kohišče
Alle risorgive del Timavo, la 22 km gira a sinistra insieme alla 17 e alla 49. Si attraversa la strada costiera e si attacca la salita del Monte Ermada: un traverso tecnico e scosceso che richiede piede sicuro e buona gestione del ritmo.
Quest’anno il tracciato non scende verso la ferrovia. Si continua a salire su una strada comoda e veloce fino a raggiungere Case Kohišče, l’antico borgo incastonato nell’altopiano carsico. Qui c’è il punto di ristoro. Case Kohišče è un pugno di case in pietra dove il tempo si è fermato: le antiche dimore dei principi della Torre e Tasso, i muri a secco, il silenzio del Carso interrotto solo dal vento.
Le trincee di cresta e la deviazione panoramica
Dopo il ristoro, la 22 km prosegue lungo le trincee di cresta del Monte Ermada. Correre qui significa attraversare un museo a cielo aperto: camminamenti scavati nella roccia calcarea, casematte, postazioni d’artiglieria. L’Ermada, con i suoi 323 metri, durante la Grande Guerra fu il cardine difensivo meridionale dell’intero fronte dell’Isonzo: trenta chilometri di trincee, osservatori blindati, grotte naturali adattate a ricovero — la Grotta dell’Ospedale, le grotte Karl e Zita. Una fortezza naturale che l’esercito italiano non riuscì mai a espugnare, nonostante gli assalti della Decima e Undicesima Battaglia dell’Isonzo.
Si prosegue in direzione Medeazza-Medjevas, il piccolo borgo dove convergono sentieri importanti. È qui che termina il sentiero CAI 79 — il Sentiero Abramo Schmid — che ripercorre la Linea Morgan, il confine provvisorio tracciato dagli anglo-americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Lungo questa linea le pattuglie alleate camminavano su un doppio cordolo di pietre carsiche per non rischiare di sconfinare. Una discesa ripida chiude il tratto.
La 22 km gira a destra su una carrareccia carsica: tratto veloce, ma in falso piano in salita — circa 1,30 km dove il ritmo si alza e la fatica si fa sentire. Ecco che si distingue dalla 17 km: la Half Marathon aggiunge questa deviazione panoramica che porta chilometri e dislivello in più.
Il confine, la Grotta del Fuoco e la cima dell’Ermada
Si entra in uno dei tratti più suggestivi e inediti della Sardon Run 2026. Il sentiero segue il vecchio tracciato dei garnicciari — i raccoglitori di ghiaia carsica — correndo esattamente sul confine tra Italia e Slovenia. Tecnicamente si è in territorio sloveno, ma con un piede ancora in Italia: il confine passa proprio sotto le suole.
Si entra in una sezione nuova del parco della Grande Guerra del Monte Ermada: una dolina profonda costellata di grotte e postazioni austro-ungariche, dove il protagonista assoluto è la Grotta del Fuoco — un ricovero ipogeo utilizzato dalle truppe durante il conflitto. Un museo a cielo aperto dove la storia si tocca con mano.
Si prosegue tra pinete ombreggiate fino alla cima del Monte Ermada. Da quassù la vista ripaga ogni fatica: a nord il Carso si distende verso la Slovenia, a ovest la pianura friulana sfuma all’orizzonte, a sud il Golfo di Trieste brilla sotto il sole di agosto.
La discesa e il Sentiero Rilke
Dal Monte Ermada si piomba a tutta velocità su una strada forestale asfaltata, all’ombra dei pini. Pendenza costante, fondo regolare, gambe che girano libere dopo la fatica delle trincee. Pura adrenalina da discesa.
Finito l’asfalto, si prosegue su carrarecce carsiche ombreggiate, dal fondo compatto, perfette per correre forte. Con la luce del tardo pomeriggio di agosto che filtra obliqua tra i rami, si raggiunge Visogliano-Vižovlje, ultimo ristoro prima del finale.
Da qui si scende verso Sistiana. Poi nel bosco della baia: un fitto bosco di lecci tenuto a fustaia, dove la luce filtra a malapena. Scalette, passaggi tra le rocce, discese rapide nel sottobosco. Single track puro. Il caldo di agosto resta sopra la chioma degli alberi; quaggiù si corre nell’ombra.
Usciti dal bosco si imbocca il Sentiero Rilke in direzione del castello. Questa terrazza naturale sospesa tra cielo e mare porta il nome di Rainer Maria Rilke, il grande poeta praghese che tra l’ottobre 1911 e l’aprile 1912 soggiornò ospite della principessa Maria von Thurn und Taxis nel castello di Duino-Devin. Fu proprio camminando lungo queste falesie che Rilke udì nel vento le parole che avrebbero dato inizio alle Elegie duinesi, una delle vette della poesia europea del Novecento.
Il sentiero si snoda per oltre due chilometri a strapiombo sull’Adriatico, attraverso la Riserva Naturale delle Falesie di Duino. Il calcare bianco precipita per sessanta metri nel blu. Il fondo è tecnico — single track su roccia calcarea, radici esposte e brevi passaggi attrezzati — un trail running costiero che richiede piede sicuro e premia chi sa leggere il terreno.
Il finale: bosco della Cernizza, trincee e il mare
Il percorso attraversa il bosco della Cernizza, poi si sposta sulle trincee di Punta Bratina, un passaggio identitario della Sardon Run. Da questo promontorio la vista abbraccia la laguna di Staranzano, il Villaggio del Pescatore e il profilo del castello di Duino-Devin. Ultimo sforzo prima dell’arrivo sull’Isola.
Vuoi conoscere i luoghi che attraversi? Il Carso di Duino
Sardon Run: il trail del Carso, tra mare e pietra
Vivi il percorso in prima persona, dalle falesie del Golfo di Trieste ai sentieri sospesi sul Carso.
Ricognizione del percorso a volo d'uccello
Scopri in anteprima il tracciato della Sardon Half Marathon visto dall'alto.
In Auto
Treno & Bus
- Treno Ancora più vicini alla stazione ferroviaria rispetto alle passate edizioni.
- Bus Fermata a soli 100 metri dall'ingresso dell'evento.
Il Sardon Village
Per chi accompagna i trail runner: stabilimenti, sentieri panoramici e il Sentiero Rilke a due passi. Trail running e vacanza sullo stesso km².
Certificato medico: competitive e non competitive
Il certificato medico viene richiesto per alcune distanze per due motivi: perché è necessario per legge, ma soprattutto per tutelare la tua salute, perché i percorsi possono essere impegnativi e richiedono buon allenamento e una buona forma fisica.
Senza certificato medico
Sono non competitive: prevedono un ordine di arrivo con il tempo, ma senza classifica. Il percorso può essere affrontato anche con spirito ludico-motorio, senza viverlo necessariamente in modo competitivo.
Solo con certificato medico
Sono competitive: anche se i tempi massimi consentono di camminare, prevedono una classifica valida ai fini ITRA e UTMB Index. È necessario caricare il certificato medico, salvo il caso di esenzione:
- NON sei cittadino italiano e
- NON fai parte di un club sportivo italiano riconosciuto dal CONI
È possibile partecipare in entrambe le modalità. Se non carichi il certificato medico, puoi partecipare, ma non entrerai in classifica.
Per tutti i partecipanti che finiscono è prevista la medaglia: sia competitivi che non competitivi.


